Perfette linee geometriche e limpidi colori definiscono la zona collinare della Franciacorta: stretta tra le sponde del Lago d’Iseo e quelle del fiume Oglio, delimitata dalle Alpi Retiche e dal Monte Orfano, è una realtà unica al mondo che coniuga vigneti e borghi medioevali, capaci di evocare un fascino ancora celato.

La Natura ha regalato alla regione un terreno e un clima speciali, che non si ritrovano in nessun’altra parte del mondo. Terreni eterogenei trasmettono alla vite il giusto nutrimento e la corretta quantità d’acqua, di calore e di umidità.

Sul già relativamente ristretto territorio della Franciacorta è stato effettuato uno studio approfondito che ha permesso di rilevare sette unità vocazionali, diverse tra loro per caratteristiche dei suoli, per gli aspetti vegeto- produttivi dei vigneti e, a cascata, per la qualità dei vini prodotti, per la loro longevità, la complessità e i profili organolettici.

Castello Bonomi gode del privilegio di trovare i propri vigneti collocati in una delle sette unità vocazionali più interessanti: i “colluvi gradonati”. I vigneti dell’azienda Castello Bonomi infatti si trovano nella zona più a sud della Franciacorta, sulle pendici del Monte Orfano. L’origine del rilievo di quest’ultimo risulta essere diversa e più antica rispetto alla quasi totalità del suolo franciacortino, ricco di terreni alluvionali e morenici. Infatti il Monte Orfano nasce per sollevamento tettonico, derivato dal corrugarsi della crosta terrestre. Il fondale marino sollevandosi ha portato con se residui organici che si sono calcificati e cementati formando il conglomerato tipico di questa zona, il cosiddetto “Conglomerato Calcareo” del Monte Orfano, cioè un terreno calcareo, quasi gessoso, e ricco di sali minerali. La prova della peculiarità di questo terreno è la presenza tra i vigneti di Castello Bonomi di sassi bianchi che si spezzano senza alcuno sforzo con le dita.

Il conglomerato calcareo offre un ambiente ideale per ottenere vini persistenti e complessi, da un elevato potenziale evolutivo e molto longevi, come il Pinot Noir, definito “l’enfant terrible della viticoltura” per la sua difficile espressione. In determinati terroir, proprio come quello di Castello Bonomi, è, senza dubbio, un vitigno che sa rivelare il suo enorme talento.